Mi sento onorata di portare il nome di Gaia,
personificazione della coscienza della Madre Terra, dea forza creatrice e origine stessa della vita. Come poteva questo non essere per me una continua spinta a cercare una maggiore consapevolezza di ciò che siamo e del modo in cui interagiamo con il mondo di cui facciamo parte?
Dopo la laurea in Architettura ho esercitato per molti anni la professione nella sua forma più tradizionale, occupandomi di progettazione, aspetti tecnici e costruttivi, interior ed exhibit design.

Già allora, però, il mio modo di osservare gli spazi andava oltre la loro funzione e la loro estetica. Mi interessava capire che cosa accade alle persone dentro un ambiente, perché alcuni luoghi ci fanno stare bene e altri no, e quanto uno spazio possa realmente rispecchiare chi lo abita.
Negli anni ho scelto di seguire queste intuizioni e di ampliare progressivamente il mio sguardo sulla progettazione, approfondendo la sostenibilità e la biofilia, il rapporto tra colore e persona attraverso una formazione specialistica, il Feng Shui e, più recentemente, il counseling. Parallelamente continuo ad approfondire gli apporti della psicologia ambientale, delle neuroscienze e della PNEI alla comprensione della relazione tra persona e ambiente.
Questo percorso mi ha permesso di dare sempre più spazio, anche nella pratica professionale, a una visione che sentivo già appartenermi: progettare non soltanto lo spazio, ma partire dalla persona che quello spazio dovrà vivere.
Mi piace intrecciare le mie conoscenze con le persone che si rivolgono a me. Ogni progetto partecipato e condiviso è anche un momento di scoperta, crescita e consapevolezza reciproca, e per questo sono profondamente grata alle persone che negli anni mi hanno dato fiducia.
Oggi nel mio lavoro integro gli strumenti propri dell’architettura — organizzazione degli spazi, aspetti tecnici e costruttivi, interior design, materiali, luce e colore — con uno sguardo più ampio sulla persona e sul suo modo di percepire, vivere e sentire l’ambiente.
Perché una casa non è soltanto qualcosa da organizzare, arredare o rendere bello. È il luogo in cui trascorriamo una parte importante della nostra vita e con cui siamo continuamente in relazione.
Il nostro habitat può avere un ruolo importante nel nostro benessere psicofisico.
È da questa consapevolezza che nasce oggi il mio modo di progettare: partire dalla persona per arrivare allo spazio, mettendo in relazione competenza progettuale, conoscenza dell’essere umano, sensibilità e ascolto.
Evolversi è più che cambiare,
e la consapevolezza ne è la chiave.
